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La posizione di snodo tra pianura e colline pone il sito della Fortezza di Verrua all’incrocio di molteplici percorsi turistici di notevole interesse.

Tra questi possiamo indicarne alcuni che negli ultimi tempi hanno stimolato e promosso una significativa frequentazione della Rocca.

  1. Il Po, la navigazione e la ciclovia Vento. Il tratto del fiume che va da Chivasso a Casale è navigabile e viene spesso animato con iniziative turistico sportive che consente di attraversare parchi naturali e arrivare a visitare luoghi che nella storia sono stati punti di riferimento per l’attraversamento del fiume. Tra questi c’è l’area Protetta del Baraccone posto alla confluenza della Dora con il Po, il collegamento con la Rocca delle Donne a Camino, Il parco del Po a Pobietto, la Riserva naturale della Ghiaia Grande a Pontestura, l’autodromo di Morano e altri sparsi parchi fluviali.
  2. I luoghi delle risaie dove si possono visitare gli antichi conventi dove i monaci avevano iniziato a trasformare la piatta e paludosa palude in un sistema di produzione qualificato di riso, come l’antica abbazia di Lucedio e il sito di San Genuario. A questi sedi si affiancano gli antichi mulino conservati con le originali strumentazioni per la lavorazione del riso, particolarmente interessante quello di Fontanetto Po, e le antiche tenute dove venivano accolte e ospitate le mondine nel periodo di lavorazione come quella della Colombara, la Grangia di Cavour, Castel Merlino
  3. Le chiese del Romanico, da sempre oggetto di particolare attenzione con percorsi di escursionismo. Tra queste, la Canonica di Santa Maria di Vezzolano, Sant’Eusebio a Castelnuovo Don Bosco, San Lorenzo a Mombello di Torino, Santa Maria a Marentino, San Giorgio ad Andezeno, San Michele di Tonengo, l’Abbazia di Santa Fede a Cavagnolo, la chiesa di San Pietro a Brusasco, San Lorenzo di Montiglio Monferrato, San Siro a Casalborgone, San Genesio a Castagneto Po e San Pietro a San Sebastiano Po.
  4. L’area archeologica di Monteu da Po, che ospita un polo artigianale romano chiamato Industria dove a partire dai primi secoli dopo Cristo venivano lavorati i metalli che scendevano dalle montagne della Valle d’Aosta attraverso le acque della Dora. Tra i resti si possono individuare i laboratori artigianali e alcuni tempi dedicati a divinità orientali.
  5. I castelli della Valcerrina. A partire da Gabiano si sviluppa un percorso che attraversa undici comuni della Valcerrina e che ha come punti di riferimenti i castelli costruiti sulle dorsali delle colline nella fase medievale. Alcuni di questi sono stati demoliti e distrutti ma un certo numero sono stati salvati e sono stati riattivati come spazi per ospitalità o per attività pubbliche. Tra questi si possono ricordare ul castello di Gabiano, quello di Camino, quello di Odalengo, quello di Montalero, di Villamiroglio, di Villadeati, di Solonghello e Castelletto Merli.   
  6. La Ciclovia Torino Venezia (Vento) che affianca il fiume Po e costruita sugli argini di contenimento del fiume. Il progetto che dovrebbe concludersi nel 2026 prevede la costruzione di una via ciclabile di circa 700 che collega Torino con Venezia. La sezione piemontese è già attiva e praticata.