Storia

Il primo documento scritto che cita la presenza della fortezza è del X secolo che attesta la fortificazione al Vescovo di Vercelli. Altro documento risale al 1167 quando Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, di ritorno da Roma, vedendosi rifiutare il passaggio nella fortezza, rase al suolo le fortificazioni e il borgo al suo interno.

Il simbolo di Verrua Savoia: un maiale cerca di prendere l’uva

Nel 1315, il Vescovo di Casale Monferrato impegnò ingenti finanziamenti per riedificare le fortificazioni e il borgo, vista la cessione di Crescentino alla fazione imperiale di Vercelli. Nel XIV secolo divenne un punto strategico in quanto controllava la pianura vercellese, il Po e le attuali province di Alessandria, Asti e Vercelli. Sempre in questo periodo, la fortezza era al centro di una contesa tra i Savoia e i marchesi del Monferrato, che la cinsero d’assedio. Alla fine dei conti, quanto l’assedio fu tolto grazie ad una mediazione, la Rocca di Verrua cadde nelle mani della dinastia Savoia. Il Marchesato tentò più volte di prendere la fortezza, nel 1379 prima e nel 1387 dopo: in tutte e due i casi la Rocca rimase nelle mani dei Savoia che ne fecero un punto difensivo importantissimo lungo la via di Torino. Da questi due episodi si trasse questa frase: “Quand che ‘l ver pijrrà cost’ua, ‘l marcheis dal Monfrà ‘l pijrrà Vrua” che significa Quando il maiale prenderà l’uva il Marchese del Monferrato conquisterà Verrua. La Rocca resistette a molti assedi. L’assedio di maggiore importanza fu quello del 1704 conto i franco-spagnoli durante la Guerra di successione spagnola.

Oggi questo sito è caduto in rovina anche per l’estrazione della calce dalla collina adiacente al complesso. Dopo essere stato ricovero per soldati feriti e invalidi in età napoleonica, nel 1957, dopo un lungo periodo di abbandono, venne venduto alla ditta che compì i lavori di estrazione. Nel 2008 la Famiglia ha donato la Rocca alla Fondazione Eugenio Piazza Verrua Celeberrima che si occupa della sua organizzazione culturale.

Gli assedi

Molti furono gli assedi che coinvolsero la fortezza.

Il primo fu compiuto nel 1167 da Federico Barbarossa che distrusse il Borgo e le fortificazioni. Ricostruite dopo alcuni anni dovette sopportare altri assedi per via della sua posizione strategica: nel 1625 una coalizione austro-spagnola lo cinse d’assedio; lo stesso epidodio accadde nel 1387 con i Marchesi del Monferrato, nel 1405 ed infine nel 1704 quando la Rocca cadde nelle mani dei francesi.

Descrizione

La Rocca, prima dell’assedio francese del 1704, era difesa da un muro di cinta e da 4 bastioni: il Bastione della Vigna, il Bastione dell’Alle, il Bastione di Camus e il Bastione di Santa Maria. La parte principale della fortezza era costituita dal Dongione (dal francese Donjon) dalle Caserme dei Soldati e da un pozzo. Sotto questo complesso si estendeva il Borgo di Verrua con il Quartiere degli Ufficiali, la Piazza Reale, la Casa del Governatore, le Caserme della Chiesa, la Chiesa di San Giovanni Battista, patrono del paese, e dalla Caserma del Soccorso. Al centro della piazzaforte si erigevano i magazzini a prova di bomba, che contenevano armi e munizioni. L’unica porta e la Porta del Soccorso che si apriva sulla via omonima che collegava il forte alla pianura.

L’unica parte visibile ancora oggi è il dongione con le relative strutture e il Ponte del Soccorso.